Catà&Zaro
IL MOME RACCONTA IL CORPO, DOVE LA MEMORIA SI FA PRESENZA
"Il MoMe racconta il corpo, o meglio, il corpo racconta. I nostri sono corpi narranti, portatori di storie, quelle più intime, personali e nascoste e quelle che, invece, riguardano la società e la cultura. I nostri corpi sono corpi desideranti, sono significanti, sempre, ed è per questo che dobbiamo averne cura e attenzione". Così le direttrici artistiche Emanuela Bianchi e Giorgia Boccuzzi introducono l'edizione 2021 del MoMe, il Festival Momenti di Memoria promosso dal Comune di Simeri Crichi e co-finanziato dal PAC Calabria 2014-2020, in partenariato con l'associazione culturale Confine Incerto che cura il progetto fin dal 2018 nei suoi aspetti artistici e organizzativi.

Il progetto multi-culturale ha preso il via oggi, 10 giugno, con i laboratori del “Cantiere identità e stereotipi” a cura di Anna Macrì nella cornice del Parco giochi di Simeri Mare, e proseguirà fino al 27 giugno con un ricco cartellone di appuntamenti dedicati alla ricerca e alla formazione, fondendo musica, teatro, street art, trekking archeologico e performativo con il coinvolgimento delle associazioni e dei produttori locali. Il laboratorio di Confine Incerto mira a dimostrare, attraverso l’opera didattica teatrale indirizzata soprattutto sull’azione del corpo e sulla sua consapevolezza, che esistono una serie di forme alternative per dare spazio ad una cultura delle differenze in tutti i contesti, offrendo la possibilità di rivedere il concetto di categoria e i relativi giudizi di valore. Indagando il concetto di “genere” che indica sia la percezione che ciascuno ha di sé in quanto maschio o femmina (cioè l’identità di genere), ma anche il sistema socialmente costruito intorno a quelle stesse identità (cioè il ruolo di genere), il laboratorio porterà a scoprire come, al di là dell’orientamento sessuale, che prescinde dal genere in cui ci si riconosce, la propria identità si sviluppi attraverso le relazioni affettive e sociali che implicano il riconoscimento del proprio essere, del proprio corpo e l’accettazione verso se stessi. Il riconoscimento sociale della propria identità passa proprio attraverso il corpo identitario e la memoria del corpo, come spiegano Emanuela Bianchi e Giorgia Boccuzzi. "Del corpo non possiamo farne a meno. La postura, l'odore, i tratti, come vestiamo, come tocchiamo, come guardiamo, come ci relazioniamo, tutto ha inizio lì, sottopelle. Il corpo racconta e il corpo ha memoria, riconosce e restituisce. Abbiamo scelto questo tema perché nell'era del virtuale e del digitale, riteniamo sia indispensabile recuperare la conoscenza che ci deriva dal tatto-contatto, dalla presenza viva dei corpi, il dedicare meno spazio alla parola per ricercare una 'relazione' più profonda, una complicità di sguardi che hanno la forza di superare ogni apparente separazione. L'avvicinarsi, l'approssimarsi all'altro andandogli incontro in un abbraccio. Memorie da non dimenticare".

Scorrendo il programma del Festival, Catà & Zaro sono stati incuriositi, in particolare, dalle due iniziative rivolte ai più piccoli, che si terranno dall'11 al 13 giugno con il "Cantiere per bambini sul linguaggio non verbale" a cura dell'associazione ConimieiOcchi. Teatro idee movimento, condotto da Francesco Vatano e Maria Grazia Bisurgi che si svolgerà presso il Policentro di Simeri Mare, e dal "Trekking archeologico per bambini" promosso da APS Asperitas tenuto da Lorenzo A. Chiricò che avrà luogo all'interno del borgo di Simeri.

Il primo laboratorio sarà dedicato alle bambine e bambini dai 6 ai 12 anni, spiega Maria Grazia Bisurgi, e porterà i bambini a spostare l'attenzione sul linguaggio del corpo, in forma pre verbale, concentrandosi sulle sfumature comunicative ed espressive che emergono attraverso le tecniche dal corpo sia per chi esprime e sia per chi osserva. "Il linguaggio non verbale è un linguaggio universale, è il linguaggio del corpo che si esprime continuamente e spesso insieme alla parola che è logos - dice Maria Grazia Bisurgi -. Spesso il significato delle parole offusca l'osservazione di queste altre e importantissime componenti comunicative. La piccola esprienza che proporremo sarà basata su giochi/esercizio che vedranno coinvolti bambini e bambine sia come "attori" che come osservatori. Solitamente ci ispiriamo al linguaggio del cinema muto anni '30. Quest'anno il laboratorio sarà ispirato a Gianni Rodari e proveremo con le allieve e gli allievi a giocare con le sue storie".

Il secondo laboratorio, organizzato da APS Asperitas nell'ambito delle attività del MoMe, si pone l'obiettivo di far riscoprire i tesori culturali ed ambientali ai più giovani. "Questa attività - afferma Lorenzo Chiricò - diventa fondamentale per instillare, nelle nuove generazioni, il rispetto per la bellezza che i nostri antenati ci hanno tramandato, prestando ascolto alle mille storie che il territorio ci racconta e che sono sottoposte al continuo rischio di essere dimenticate". Secondo Chiricò, la sensibilizzazione verso il bello, verso la storia, deve essere l'elemento principale per un'educazione civica della popolazione, ancor prima di ogni altro insegnamento. "Apprezzare la cultura apre gli occhi e l'animo, abbatte i preconcetti e permette di vedere al di là del piccolo mondo fatto di storture e negatività in cui la società spesso ci imprigiona". Il trekking proporrà ai ragazzi un itinerario nell'antico borgo di Simeri, alla scoperta delle millenarie testimonianze storiche: il castello bizantino, la chiesa normanna di Santa Maria dell'Itria, i vicoli medievali dell'abitato, il Convento dei Cappuccini, l'antico quartiere della Grecìa. Il tutto sarà illustrato con un linguaggio coinvolgente e inclusivo, a "misura" di giovani insomma.
Tutti gli altri eventi in programma sono consultabili sulla locandina del Festival. Per maggiori informazioni visitate il sito www.momefestival.it e la pagina https://www.facebook.com/momefestival



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