Catà&Zaro
𝗟𝗢 𝗦𝗧𝗔𝗗𝗜𝗢 𝗗𝗜 𝗖𝗔𝗧𝗔𝗡𝗭𝗔𝗥𝗢 𝗘 𝗜𝗟 𝗦𝗨𝗢 𝗦𝗜𝗚𝗡𝗜𝗙𝗜𝗖𝗔𝗧𝗢 𝗦𝗧𝗢𝗥𝗜𝗖𝗢 𝗘 𝗦𝗜𝗠𝗕𝗢𝗟𝗜𝗖𝗢 𝗡𝗘𝗟 𝗤𝗨𝗔𝗗𝗥𝗢 𝗜𝗗𝗘𝗡𝗧𝗜𝗧𝗔𝗥𝗜𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗖𝗜𝗧𝗧𝗔̀
๐—จ๐—ป ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ผ ๐—ฒ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ผ๐—ฝ๐—ฟ๐—ถ๐—ผ ๐—บ๐—ผ๐—ป๐˜‚๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ ๐—น๐—ฎ ๐—ฐ๐˜‚๐—ถ ๐—ถ๐—ป๐˜๐—ฒ๐—ด๐—ฟ๐—ถ๐˜๐—ฎฬ€ ๐—ฒ ๐˜‚๐—ป๐—ถ๐˜๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ๐—ฒ๐˜๐—ฎฬ€ ๐—บ๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐˜๐—ฎ๐—ป๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฒ๐˜€๐˜€๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐˜๐˜‚๐˜๐—ฒ๐—น๐—ฎ๐˜๐—ฒ. ๐—ง๐—ฒ๐—ฎ๐˜๐—ฟ๐—ผ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฒ ๐—ถ๐—บ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐˜€๐—ฒ ๐—ฐ๐—ฎ๐—น๐—ฐ๐—ถ๐˜€๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—นโ€™๐—จ๐—ฆ ๐—ฑ๐—ฎ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—บ๐—ฒ๐˜๐—ฎฬ€ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น ๐—ก๐—ผ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฐ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ ๐—ฎ๐—ฑ ๐—ผ๐—ด๐—ด๐—ถ, ๐—ต๐—ฎ ๐—ฎ๐—ป๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฎ๐—ฐ๐—ฐ๐—ผ๐—น๐˜๐—ผ ๐—บ๐—ฎ๐—ป๐—ถ๐—ณ๐—ฒ๐˜€๐˜๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ด๐—ฟ๐—ฎ๐—ป๐—ฑ๐—ฒ ๐—ฟ๐—ถ๐—น๐—ถ๐—ฒ๐˜ƒ๐—ผ ๐—บ๐—ฒ๐—ฑ๐—ถ๐—ฎ๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ผ ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—ฒ ๐—ถ๐—น ๐—ฝ๐—ฎ๐˜€๐˜€๐—ฎ๐—ด๐—ด๐—ถ๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฝ๐—ฎ๐—ฝ๐—ฎ ๐—š๐—ถ๐—ผ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ป๐—ป๐—ถ ๐—ฃ๐—ฎ๐—ผ๐—น๐—ผ ๐—œ๐—œ, ๐—ถ๐—น ๐Ÿฒ ๐—ผ๐˜๐˜๐—ผ๐—ฏ๐—ฟ๐—ฒ ๐Ÿญ๐Ÿต๐Ÿด๐Ÿฐ, ๐—ป๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐˜€๐˜‚๐—ฎ ๐˜€๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ ๐˜ƒ๐—ถ๐˜€๐—ถ๐˜๐—ฎ ๐—ฎ๐—น ๐—ฐ๐—ฎ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐˜‚๐—ผ๐—ด๐—ผ ๐—ฐ๐—ฎ๐—น๐—ฎ๐—ฏ๐—ฟ๐—ฒ๐˜€๐—ฒ.

Lโ€™ ๐—ฒ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐—ฑ๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ โ€˜๐˜€๐—ฏ๐—น๐—ผ๐—ฐ๐—ฐ๐—ฎ๐˜€๐˜๐—ฎ๐—ฑ๐—ถโ€™ ha acceso un fervente dibattito sul significato e sul valore architettonico e sociale degli impianti sportivi storici, riconosciuti come parte integrante del patrimonio culturale, materiale e immateriale del XX secolo. Un tema approfondito in un numero speciale della storica rivista ๐˜ฝ๐™ค๐™ก๐™ก๐™š๐™ฉ๐™ฉ๐™ž๐™ฃ๐™ค ๐™™๐™š๐™ก ๐˜พ๐™š๐™ฃ๐™ฉ๐™ง๐™ค ๐™™๐™ž ๐™Ž๐™ฉ๐™ช๐™™๐™ž ๐™ฅ๐™š๐™ง ๐™ก๐™– ๐™Ž๐™ฉ๐™ค๐™ง๐™ž๐™– ๐™™๐™š๐™ก๐™กโ€™๐˜ผ๐™ง๐™˜๐™๐™ž๐™ฉ๐™š๐™ฉ๐™ฉ๐™ช๐™ง๐™–, dal titolo ๐™‡๐™– ๐™ฆ๐™ช๐™š๐™จ๐™ฉ๐™ž๐™ค๐™ฃ๐™š ๐™™๐™š๐™œ๐™ก๐™ž ๐™จ๐™ฉ๐™–๐™™๐™ž ๐™ฉ๐™ง๐™– ๐™ฉ๐™ช๐™ฉ๐™š๐™ก๐™– ๐™š ๐™–๐™™๐™š๐™œ๐™ช๐™–๐™ข๐™š๐™ฃ๐™ฉ๐™ค (Anno 2020 โ€“ n. 4; ed. Quasar) attraverso il contributo qualificato di studiosi di storia dellโ€™architettura ed esperti del settore che, in poco piรน di un centinaio di pagine, si sono fatti portavoce del pensiero comune di tutti coloro che hanno a cuore la tutela di questo โ€˜particolareโ€™ patrimonio architettonico, che in base al suddetto emendamento potrebbe essere oggetto di inappropriate trasformazioni, con la conseguente perdita della sua integritร  materiale e, dunque, del fondamento del suo essere โ€˜testimonianza storicaโ€™. Lโ€™aver dato spazio alla trattazione analitica dellโ€™argomento vuole costituire lโ€™avvio di un impegno, anche sul piano etico, che rappresenta uno dei doveri che spetta ad una Societร  Scientifica come quella del prestigioso Centro Studi fondato dallโ€™ingegnere e architetto Gustavo Giovannoni nel 1938.

๐—ค๐˜‚๐—ฎ๐—น๐—ถ ๐—น๐—ฒ ๐—บ๐—ผ๐˜๐—ถ๐˜ƒ๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ถ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—นโ€™๐—ฎ๐—น๐—น๐—ฎ๐—ฟ๐—บ๐—ฒ? In estrema sintesi lโ€™art. 55 bis del progetto di conversione in legge del Decreto 16 luglio 2020, n. 76, noto ormai come emendamento โ€˜sbloccastadiโ€™, approvato dal Senato il 4 settembre 2020 vรฌola, in nome della modernitร , alcuni dei principi fondanti della cultura della conservazione, non ultima la famosa unitร  dellโ€™opera dโ€™arte, sottraendo gli stadi storici italiani alla protezione finora garantita dagli organi periferici di tutela dello Stato, cioรจ le Soprintendenze territoriali, limitandone di fatto lโ€™autoritร , sempre beninteso che le strutture sportive siano espressamente vincolate dalle leggi di tutela, oggi dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Lโ€™emendamento consente, infatti, lโ€™adeguamento degli impianti storici agli standard internazionali. Come? Secondo questa norma, ogni intervento, in relazione a beni vincolati, di demolizione, costruzione, ricostruzione, ristrutturazione, riconversione di immobili nuovi o giร  esistenti destinati o da destinare a impianti sportivi finalizzati ad accogliere competizioni agonistiche di livello professionistico, nonchรฉ di immobili con destinazioni dโ€™uso complementari alla fruizione degli impianti sportivi, puรฒ essere realizzato procedendo โ€œanche in deroga agli articoli 10, 12, 13, 136 e 140โ€ del Codice suddetto e โ€œalle eventuali dichiarazioni di interesse culturale o pubblico giร  adottate, nel rispetto dei soli specifici elementi strutturali, architettonici o visuali di cui sia strettamente necessaria a fini testimoniali la conservazione o la riproduzione anche in forme e dimensioni diverse da quella originariaโ€, depotenziando quindi lโ€™attivitร  di tutela.

I Presidenti dei tre Comitati Tecnico-Scientifici del Ministero per i Beni e le Attivitร  Culturali e il Turismo (oggi Ministero della Cultura) hanno voluto richiamare lโ€™attenzione degli organi istituzionali su tale problematica con una lettera inviata al ministro Franceschini. La soluzione sarebbe quella di riuscire a contemperare i cosiddetti โ€˜valori di comunitร โ€™ assegnabili a queste strutture e legati innanzitutto alla loro storia, con le ragioni che ne minacciano lโ€™integritร .
Lโ€™esempio piรน eclatante รจ lo Stadio Franchi di Firenze, principale obiettivo dellโ€™emendamento. Almeno agli addetti ai lavori รจ infatti noto che si tratta di una delle architetture piรน rappresentative del primo Novecento italiano, costruito su progetto di Pier Luigi Nervi e i suoi collaboratori tra il 1929 e il 1932, a celebrazione, con lโ€™audacia della pensilina a sbalzo e delle sue scale elicoidali, delle nuove possibilitร  formali e strutturali offerte in quegli anni dallโ€™uso del cemento armato, non soltanto nella costruzione degli impianti sportivi.

๐—™๐—ข๐—–๐—จ๐—ฆ ๐—ฆ๐—จ๐—Ÿ๐—Ÿ๐—ข ๐—ฆ๐—ง๐—”๐——๐—œ๐—ข ๐—–๐—˜๐—ฅ๐—”๐—ฉ๐—ข๐—Ÿ๐—ข
Nellโ€™ambito di tale riflessione, apparsa sul Bollettino del Centro Studi, si inserisce il saggio della ๐—ฝ๐—ฟ๐—ผ๐—ณ๐—ฒ๐˜€๐˜€๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ๐˜€๐˜€๐—ฎ ๐—š๐—ถ๐˜‚๐˜€๐—ฒ๐—ฝ๐—ฝ๐—ถ๐—ป๐—ฎ ๐—ฃ๐˜‚๐—ด๐—น๐—ถ๐—ฎ๐—ป๐—ผ, docente di โ€˜restauro architettonicoโ€™, nellโ€™Universitร  di Napoli, dal titolo ๐™‡๐™ค ๐™Ž๐™ฉ๐™–๐™™๐™ž๐™ค ๐˜พ๐™ค๐™ข๐™ช๐™ฃ๐™–๐™ก๐™š ๐™™๐™ž ๐˜พ๐™–๐™ฉ๐™–๐™ฃ๐™ฏ๐™–๐™ง๐™ค, ๐™ฉ๐™ง๐™– ๐™ฅ๐™š๐™ง๐™ข๐™–๐™ฃ๐™š๐™ฃ๐™ฏ๐™š ๐™š ๐™ฉ๐™ง๐™–๐™จ๐™›๐™ค๐™ง๐™ข๐™–๐™ฏ๐™ž๐™ค๐™ฃ๐™ž: ๐™ž๐™™๐™š๐™ฃ๐™ฉ๐™ž๐™ฉ๐™–ฬ€ ๐™š ๐™ข๐™š๐™ข๐™ค๐™ง๐™ž๐™– ๐™จ๐™ฉ๐™ค๐™ง๐™ž๐™˜๐™– ๐™™๐™ž ๐™ช๐™ฃ๐™– ๐™˜๐™ž๐™ฉ๐™ฉ๐™–ฬ€.

Lโ€™intervento della studiosa ha lโ€™intento di mettere in luce come lo Stadio catanzarese, pur non possedendo rilevanti valori architettonici e non essendo sottoposto, finora, a un vincolo diretto in base al Codice dei Beni culturali e del Paesaggio, rappresenti tuttavia, un luogo importante per lโ€™identitร  e la memoria storica della cittร  dei Tre Colli. E non solo. Il valore, secondo lโ€™Autrice, รจ intrinseco alla struttura stessa, con il suo anello ovale realizzato, su progetto dellโ€™architetto Fausto Rippa e dallโ€™ingegnere Giovanni Angotti, in cemento armato nella seconda metร  del secolo scorso, a cui bisogna riconoscere, appunto, un valore tecnico e materico, ma anche figurativo-estetico nella sua consistenza attuale.

Bisogna subito mettere in chiaro che lo Stadio Ceravolo non รจ sottoposto a un vincolo diretto poichรฉ la sua origine รจ risalente ai primi decenni del Novecento solo per quanto concerne lโ€™area di impianto mentre la struttura nella sua odierna configurazione รจ databile tra la fine degli anni Cinquanta e lโ€™inizio dei Settanta del secolo scorso. Nel tempo ha subรฌto varie trasformazioni, comprese demolizioni e nuove costruzioni (tribuna stampa e biglietterie) negli ultimi decenni. Quando il suolo sul quale venne costruito, dalla proprietร  ecclesiastica passรฒ a quella dello Stato, lo Stadio venne originariamente destinato ad usi militari per poi legarsi, a doppio filo, con le vicende della societร  US Catanzaro nata nel 1927.

Il riferimento normativo a cui rivolgersi, per comprendere la questione in esame, รจ il giร  citato Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio del 2004 (modificato nel 2006 e nel 2008) che prevede la tutela dello Stato per beni di riconosciuto valore storico-artistico (se di proprietร  pubblica, con piรน di 70 anni di vita), attraverso la procedura del โ€˜vincoloโ€™, oggi denominata โ€˜dichiarazione di interesse culturaleโ€™. Una sorta di maggiore etร  che lo Stadio Ceravolo, dal 2010 di proprietร  comunale, non ha ancora raggiunto se si fa riferimento alla citata consistenza attuale risalente alla fine degli anni Cinquanta e inizi anni Settanta del Novecento.

Ciรฒ nonostante, come ha evidenziato Giuseppina Pugliano, a seguito dellโ€™analisi storica inedita del complesso sportivo, effettuata nel suo studio, lโ€™impianto sembra possedere, โ€œcon la sua lunga e nobile tradizione del calcio e in quanto sintesi privilegiata tra storia dello sport, delle squadre, delle tifoserie e storia della cittร , un significato storico e simbolico per la stessa memoria e identitร  catanzareseโ€, aderendo, dunque, in pieno alle caratteristiche per lโ€™assoggettamento a regime di tutela, previste, questa volta, da un altro articolo del Codice e, precisamente, dallโ€™art. 10, comma 3, lettera d, per quei beni che โ€œrivestono un interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dellโ€™arte, della scienza, della tecnica, dellโ€™industria e della cultura in genere, ovvero quali testimonianze dellโ€™identitร  e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religioseโ€.

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Da qui, la proposta della studiosa dellโ€™apposizione del vincolo di tutela sullโ€™intero complesso dello Stadio di Catanzaro, ormai storicizzato, proprio per cercare di arginare future trasformazioni della struttura, sulla scia di quanto accade ormai in modo generalizzato, e non solo nel nostro Paese, a seguito dellโ€™adeguamento degli impianti sportivi storici a modelli architettonici di derivazione britannica, che prevedono al loro interno ristoranti, centri commerciali ed altre attivitร  ricettive e di svago.

Come viene notato, infatti, questa tipologia di funzioni confligge apertamente con lโ€™obiettivo della conservazione delle strutture sportive dal momento che i lavori per il loro ottenimento richiedono, nella maggior parte dei casi, interventi invasivi e trasformativi e poco rispettosi della materialitร  dellโ€™opera, come in parte รจ giร  accaduto anche nello Stadio catanzarese nei primi anni del Duemila con la demolizione della tribuna stampa (datata agli anni Settanta del Novecento), per la costruzione di un nuovo volume, peraltro dissonante con lโ€™intero complesso, giudizio da estendersi, certamente, anche alle nuove biglietterie, da poco realizzate.

Le opere appena elencate, rientrano nel โ€˜nuovoโ€™ progetto dello Stadio Ceravolo che esiste e risulta approvato e che, a quanto sembra, prevede inoltre lโ€™eventuale demolizione delle curve per realizzare nuove gradinate, la sostituzione dellโ€™attuale pensilina della tribuna con una in legno lamellare, la costruzione sullโ€™intero anello di una copertura sostenuta da torri angolari e lโ€™inserimento di funzioni aggiuntive, vale a dire un albergo, negozi, palestre, ristoranti, parcheggio multipiano e un museo dedicato alla Societร  sportiva.

In conclusione, si condivide lโ€™auspicio della studiosa che propone lโ€™eventuale apposizione di un vincolo sullโ€™intero complesso sportivo in modo da limitare lโ€™attuazione della proposta progettuale (almeno nella versione appena delineata, che appare irrispettosa dei valori presenti nello stadio catanzarese) e suggerisce, parallelamente, di prendere in considerazione la possibilitร  di destinare la struttura ad usi diversi.
Nel far ciรฒ, conciliando le legittime esigenze, anche di natura economica, della Societร  calcistica, inserita in un mondo sportivo, come quello calcistico che deve necessariamente considerare tanti aspetti, tra questi, anche quelli legati alla fedeltร  della passione per la squadra, ai colori della maglia e allโ€™appartenenza dei tifosi.

In questโ€™ottica, lโ€™ipotesi suggerita e qui condivisa รจ, dunque, quella di raggiungere un giusto compromesso, pensando ad un utilizzo โ€˜ridottoโ€™ dello Stadio Ceravolo - che verrebbe cosรฌ โ€˜conservatoโ€™ come patrimonio storico e senza ulteriori trasformazioni - destinato a piccole realtร  giovanili, o come spazio per eventi di natura culturale (rappresentazioni teatrali, concerti di nicchia, ecc.). Uno stadio di nuova costruzione dovrebbe invece accogliere le attivitร  agonistiche della prima squadra del Catanzaro, storicamente โ€“ eccetto gli ultimi decenni โ€“ militante in categorie che muovono grandi numeri di tifosi. Un progetto non certamente di facile realizzazione, se si pensa alle lungaggini burocratiche e allโ€™impiego ingente di risorse economiche ma che, se davvero necessario, risulta comunque auspicabile per la vita della Societร  calcistica e, al contempo, per la sopravvivenza dello storico stadio cittadino.
(Rosita Mercatante per Catร &Zaro)



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