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CATANZARO: Rachele e Saverio

Gli innamorati più famosi del mondo (grazie a William Shakespeare) sono Romeo e Giulietta.

Ma anche Catanzaro è stata lo scenario di una grande storia d’amore, che ha unito, intensamente e tragicamente, due giovani innamorati, appartenenti a due aristocratiche famiglie rivali.

Lei, Rachele De Nobili, appena ventenne, viveva nel palazzo di famiglia (Palazzo De Nobili, appunto, oggi sede del Municipio) e amava, riamata, Saverio Marincola, figlio dell’omonima casata nobiliare; ma la loro relazione era osteggiata dalle due famiglie, politicamente rivali. La famiglia De Nobili era fedele al governo borbonico, l’altra, i Marincola, progressista e rivoluzionaria, appoggiava la politica indipendentista carbonara.

Saverio, ogni sera incontrava Rachele furtivamente sotto la sua finestra e qui i due, con la paura di essere scoperti dai fratelli di lei, si lanciavano baci e promesse d’amore. Ma, una sera, il maggiore dei fratelli di Rachele si accorse della tresca, aprì il portone principale del palazzo ed affrontò a duello Saverio; quest’ultimo si difese ma poi riuscì a fuggire, incalzato non solo dal maggiore, ma anche dagli altri due fratelli della fanciulla.

Rachele e Saverio diventarono più prudenti e lui escogitò un piano per poterla rivedere, senza farsi scoprire.  Saverio fece ferrare d’argento gli zoccoli del suo cavallo, affinché, avvicinandosi a Palazzo De Nobili, il suono particolare emesso durante il galoppo fosse diverso e distinguibile da Rachele che, riconosciuto il segnale, si affacciava alla sua finestra per rivedere e salutare l’amato.

Ma una sera, il Marincola, provenendo dalla zona di Catanzaro Lido, dove si era recato ad ispezionare alcune sue proprietà, venne appostato e raggiunto da alcuni colpi di carabina che alcuni sconosciuti gli spararono contro: soccorso da alcuni presenti, morì dopo due ore.

 Alla notizia della morte di Saverio, Rachele si rinchiuse nel suo dolore. La magistratura indagò e scoprì i colpevoli: sono i tre fratelli di Rachele che, per sfuggire alla condanna, fuggirono nottetempo salpando verso l’isola di Corfù. Rachele, affranta, lasciò il palazzo, giungendo in carrozza fino a Pizzo Calabro e, da qui, s’imbarcò per Napoli dove venne accolta nel Convento delle “Murate Vive”. Divenuta suora, trascorrerà qui il resto della sua vita.

Successivamente, i fratelli De Nobili, furono prosciolti dall’accusa di omicidio e fu consentito loro di tornare in Calabria. Il reato fu loro condonato poiché contribuirono, attraverso le loro rivelazioni, a far fallire un’azione rivoluzionaria ordita dai fratelli Bandiera (che furono scoperti e fucilati) ai danni dei Borboni.

Il minore dei fratelli De Nobili cercò di farsi perdonare dalla sorella ed andò a trovarla a Napoli, ma ella rifiutò di incontrarlo e non perdonò mai i fratelli.

Ogni volta che i sentimenti umani raggiungono vette e intensità notevoli, le storie che li hanno generati producono effetti duraturi nel tempo, fino a cristallizzarsi in misteri e leggende. Questa grande storia intrisa d’amore, sofferenza, violenza e odio non poteva sfuggire a questa regola non scritta.

Ancora oggi, a tanti anni dalla morte di Rachele e degli altri protagonisti di questa storia, molti testimoni affermano che una figura spettrale, vestita da suora, si aggira nel Palazzo De Nobili. Il fantasma di Rachele torna nella casa che ha visto nascere il suo grande e irrealizzato amore, nella speranza di rivedere ancora una volta Saverio, ma non può più farlo perché affacciarsi alla finestra della sua stanza è impossibile, in quanto, nel frattempo, è stata murata.

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